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Prima indagine conoscitiva del Senato sulla prostituzione

Nel 2019 la Commissione Affari Costituzionali del Senato aveva avviato un’indagine conoscitiva sul fenomeno della prostituzione in Italia, su iniziativa della Senatrice Alessandra Maiorino.
Alle audizioni sono stati chiamati a partecipare diversi soggetti, dalle sopravvissute, agli psicologi ed operatori anti tratta, a rappresentanti del terzo settore, tra i quali anche la nostra presidente Esohe Aghatise, esperta di tratta.
Nel suo intervento, che potete riascoltare qui
, Aghatise ha sottolineato la necessità di considerare l’impatto che la prostituzione ha sulle donne in generale e sulle donne nigeriane in particolare nel contesto italiano, decostruendo l’immagine della donna nigeriana a cui ‘piacerebbe‘ essere nella prostituzione. Infine, “ho portato la loro testimonianza – ricorda Esohe – sul fatto che la prostituzione fosse per loro una violenza che hanno dovuto sopportare a causa dell’assenza di opportunità e di alternative per una vita dignitosa”. 
La prostituzione, “l’elefante invisibile nella stanza”, come la definisce la sen. Maiorino, la terza industria illegale al mondo in termini di fatturato, dopo droga e armi. 

Ci teniamo a ricordare, come avevamo avuto già modo di scrivere e condividere durante il nostro ciclo di webinar, che lo scorso luglio la stessa commissione ha approvato a maggioranza il documento conclusivo sull’indagine, aprendo la strada ad un necessario dibattito politico e culturale su una questione complessa e troppo spesso strumentalizzata, che speriamo possa concludersi con l’approvazione di una legge neo-abolizionista, con l’obiettivo di rafforzare la già vigente legge Merlin, di matrice abolizionista.
Per chi volesse approfondire, qui
si può riascoltare il podcast di un’intervista alla senatrice Maiorino.

Fonte: “Indagine conoscitiva sul fenomeno della prostituzione“, Commissione Affari Costituzionali, Senato della Repubblica, Servizio Studi, PROSTITUZIONE – Elementi di Documentazione, 3 luglio 2019

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Pornografia e prostituzione: dialogo con Gail Dines

L’associazione Iroko Onlus ha organizzato, nella primavera 2021, un ciclo di seminari dal titolo “Smontare il sex work, dialoghi intorno alla prostituzione”, ospitando varie esperte, sopravvissute e attiviste provenienti da tutto il mondo. Ogni settimana due donne hanno spiegato il fenomeno della prostituzione da una diversa prospettiva: dai legami con tratta e pornografia, al linguaggio, alle leggi, fino alle politiche per implementare il modello abolizionista.

Nel primo incontro è stata ospite Gail Dines, professoressa di sociologia e studi sulle donne presso il Wheelock College a Boston, fondatrice e presidente dell’associazione Culture Reframed. Dines, da diversi anni, svolge ricerche sulla pornografia e l’industria del sesso ed è stata definita dal quotidiano The Guardian “principale attivista femminista anti-pornografia al mondo”.
Femminista radicale, Dines sostiene che prostituzione e pornografia siano fenomeni legati tra loro, nonostante i sistemi antitratta spesso non colgano le implicazioni. Essi, infatti, tendono a considerare la pornografia come un fenomeno a sé stante, quando in realtà anch’essa è un ingranaggio dell’industria del sesso al pari della prostituzione e della tratta. Addirittura, alcuni operatori antitratta e sociologi sostengono vi sia una distinzione tra tratta a scopo di sfruttamento sessuale e prostituzione, l’una costrizione l’altra “un lavoro come un altro”. Non si considerano tre cose, a nostro parere, importanti:

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Smontare il ‘sex work’: dialoghi intorno alla prostituzione Maggio/Giugno 2021

Siamo molto felici di aver dato inizio al ciclo di incontri online intitolati Smontare il ‘sex work’ : dialoghi intorno alla prostituzione!
La scorsa settimana si è tenuto l’incontro #1 aperto da Esohe Aghatise, che ha dialogato con Gail Dines, autrice di Pornland e fondatrice e presidente di Culture Reframed, su pornografia e prostituzione.
Qui è disponibile la registrazione dell’evento.

Segui gli aggiornamenti sulla nostra pagina Facebook per conoscere gli ospiti internazionali dei prossimi incontri.

Gli eventi si terranno ogni giovedì alle 18 CET/ 12 EDT/17 GB fino al 1 luglio. Puoi partecipare su Zoom iscrivendoti a questo link (disponibile traduzione italiana) o seguire l’evento su Facebook Live!

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Comunicato dell’Associazione Iroko, Giornata Europea contro la Tratta

Comunicato dell’Associazione Iroko su 18 Ottobre 2020,  Giornata Europea contro la Tratta:
Fermare la Domanda per fermare la Tratta a scopo sessuale

La tratta è, per sua natura, un fenomeno estremamente difficile da misurare, e i dati relativi al numero delle vittime identificate fornisce inevitabilmente un quadro incompleto della portata del problema. Tra il 2017 e il 2018 sono state rilevate 74.514 vittime di tratta in oltre 110 paesi. Il Dipartimento di Stato americano riporta 105.7876 vittime identificate a livello mondiale nel 2019, mostrando una evidente crescita di anno in anno. Il numero delle vittime stimate è molto più alto: ILO ne stima più di 40 milioni nel 2016. La tratta colpisce in maniera preponderante donne e ragazze, che – secondo i dati di UNODC – rappresentano il 72% delle vittime di tratta identificate a livello globale

Considerata la portata del problema, abbiamo scritto questo comunicato per ricordare la Giornata e sottolineare cosa intendono i dati e che cosa ci ha insegnato la nostra esperienza in merito alla tratta a scopo sessuale e come può essere combattuta.

Leggete il comunicato.

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Rosso Indelebile: Liliam Altuntas racconta la tratta e la prostituzione

Per il secondo anno consecutivo, Iroko è stata ospite della rassegna Rosso Indelebile, contenitore artistico itinerante, che si svolge a Torino e che ha come tema centrale la violenza di genere.

Rosso Indelebile da due anni porta l’arte in alcuni luoghi della città, che siano quanto più possibile condivisi e non propriamente deputati all’arte. Il tema della violenza di genere, infatti, è un argomento che fa parte della nostra quotidianità, ‘non può essere chiuso in un auditorium, ma deve uscire per conversare con tutti’, con la società, come ha detto Isabella Bulgheroni, socia dell’Associazione Artemixia, tra gli organizzatori della rassegna, insieme con la ong MAIS. Portare l’arte nelle strade ha lo scopo di condurre le persone a porsi delle domande, e possibilmente a darsi delle risposte, stimolando sia l’individuo che la collettività, provando a leggere la realtà da molteplici punti di vista.

La violenza di genere, in particolare, è un tema caldo, in tutto il mondo una guerra aperta, come l’ha definita Esohe Aghatise, presidente di Iroko. 

Quest’anno, come Iroko, il 29 settembre scorso abbiamo partecipato alla rassegna all’interno di un evento dedicato ai flussi migratori e alla tratta – i cui dettagli trovate qui – portando la testimonianza di una sopravvissuta alla tratta e alla prostituzione, Liliam Altuntas, che ha raccontato la sua storia attraverso il libro a lei dedicato, ‘I girasoli di Liliam’. 

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Liliam Altuntas: attivista, sopravvissuta e protagonista de ‘I Girasoli di Liliam’

Agli inizi del 2020 abbiamo avuto il piacere di incontrare Liliam Altuntas, donna brasiliana residente a Torino, sopravvissuta – o per dirla con le sue parole, una guerriera – alla tratta e alla prostituzione, attivista di Resistenza Femminista, e protagonista del libro I Girasoli di Liliam, scritto a quattro mani con la psicologa Teresa Giulia Canòne. 
Qui Liliam racconta parte della sua storia e che cosa significa per lei essere uscita allo scoperto, essere diventata un’attivista per sé e per altre donne.

 

Io so cosa significa nascondere una vita… una vita tutta sbagliata.

Nessuno la vuole sentire, a volte, neanche i familiari. Una che si droga, che ruba, che dice bugie costantemente, anche su chi ero…

Oggi posso dire chi veramente sono. Sono una donna nera, straniera, anche se per me il termine straniero non ha senso perché mangiamo tutti dallo stesso posto ed espelliamo tutti allo stesso modo. Mi ha pesato essere stata prostituta, una che andava da un letto all’altro con uomini diversi, a soddisfare le loro fantasie… Per tanto tempo sono stata obbligata, poi, ho continuato a farlo di mia volontà perché credevo che quella era la mia fine, morire sola, senza un amore vero…

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Prostituzione: un lavoro come un altro?

Quest’articolo – scritto da Valentina Pazé, una professoressa di Filosofia politica all’università di Torino – è stato pubblicato in origine su Volere La Luna il 26/05/2020. Qui trovate anche la nostra traduzione in inglese.

Prostituzione: un lavoro come un altro?

Tra i settori economici che sono stati certamente penalizzati dal lockdown c’è anche il mercato del sesso. Lo ricorda, su il manifesto del 12 maggio, Shendi Veli (https://ilmanifesto.it/lemergenza-umanitaria-del-lavoro-sessuale/) , denunciando l’abbandono in cui sono stati lasciati i e le sex worker (di cui parlerò d’ora in poi al femminile, data la netta prevalenza delle donne nel settore) durante la pandemia. E riproponendo le classiche rivendicazioni dei movimenti per la “decriminalizzazione”: dal riconoscimento della prostituzione come attività lavorativa in piena regola alla legalizzazione delle attività collaterali, come il favoreggiamento, che nel nostro paese è un reato che viene talvolta contestato anche a chi affitta la casa a una prostituta o abita con lei (secondo un’interpretazione peraltro scorretta della legge Merlin, criticata da Silvia Niccolai in AA.VV., Né sesso né lavoro. Politiche sulla prostituzione, Milano 2019, pp. 70-117).

Intervenendo su 27esima ora del 22 maggio (https://27esimaora.corriere.it/20_maggio_22/prostituzione-lavoro-o-sfruttamento-b8170e3c-9bd6-11ea-aab2-c1d41bfb67c5.shtml), Luciana Tavernini mostra l’altra faccia della medaglia: «Chiamare la prostituzione lavoro è un modo per convincere che tutto, perfino l’accesso all’interno del nostro corpo, può e deve essere venduto e al massimo possiamo lottare per alzare il prezzo. È un vecchio trucco cancellare lo sfruttamento col nome di lavoro». E dunque, anziché chiedere di legalizzare le attività di coloro che guadagnano dalla prostituzione altrui, bisognerebbe attuare quella parte della legge Merlin che prevede formazione e inserimento lavorativo per le donne che desiderano cambiare vita. Uscendo da un “giro” in cui la stragrande maggioranza di loro è finita per bisogno, e talvolta per vera e propria costrizione (le straniere vittime della tratta), non certo per scelta.

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Adelina: la storia di una sopravvissuta e attivista

Questa è la storia di Adelina, una donna albanese che è stata trafficata per fini sessuali in Italia quando era ancora bambina. Dopo quell’esperienza è diventata attivista nella lotta contro la prostituzione, nella speranza che possa aiutare altre donne e ragazze a non vivere l’inferno che ha vissuto lei. 

“Purtroppo tutto quanto è cominciato con un sequestro in Albania. Io avevo 17 anni circa, stavo camminando vicino a casa mia e mi ha avvicinato una macchina e mi hanno portato in un bunker. Lì hanno cominciato a violentarmi in gruppo e picchiarmi. Non avevo mai avuto un rapporto con un uomo. Da lì è cominciato il mio inferno. In effetti, chi viene violentata e destinata alla prostituzione vive in un inferno. 

Prima di questo ero una ragazza tranquilla che veniva da una famiglia normale, povera ma normale. Andavo a scuola, andavo in piscina e c’era proprio la squadra di nuoto dove io andavo perché ero bravissima, ero molto veloce a nuotare.”

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Brussels’ Call: la celebrazione della Risoluzione Honeyball a cinque anni dall’attuazione

Chi tra noi lavora o ha lavorato nel terzo settore, tra le vittime di violenza e i loro oppressori, saprà che l’esperienza è fatta di continui alti e bassi. Venendo quotidianamente a contatto con le ingiustizie che la società continua a permettere – in stragrande maggioranza contro le donne – i momenti negativi sono inevitabili. Ecco perché dobbiamo valorizzare quelli positivi!
Per la nostra collega Ruby, l’opportunità di partecipare alla Conferenza ‘Brussels’ Call’ il 16 ottobre scorso ha rappresentato uno di questi momenti. É estremamente toccante e potente trovarsi in una sala piena di femministe e abolizioniste, essere circondate da donne di successo, determinate e solidali, di tutte le età e provenienti dalle più varie esperienze di vita 

La conferenza, che è parte della campagna Brussels’Call per un’Europa libera dalla prostituzione, si è tenuta al Parlamento Europeo a Bruxelles in occasione del quinto anniversario della Risoluzione europea su sfruttamento sessuale e prostituzione e il suo impatto sull’uguaglianza di genere (meglio conosciuta come Risoluzione Honeyball), che rappresenta un punto di svolta nella lotta all’industria del sesso e alla violenza che ne è insita. La risoluzione riconosce che la prostituzione sia una forma di violenza contro le donne e chiede misure per fermare la domanda che è all’origine dello sfruttamento sessuale.
La conferenza ha esposto e analizzato la realtà della prostituzione in Europa, anche attraverso i contributi di alcune tra le persone direttamente coinvolte e di quelle che ancora lottano per un cambiamento.

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18 MITI sulla prostituzione

Nel 2014, nell’ambito della campagna ‘Together for a Europe free from prostitution e alla vigilia del voto sulla risoluzione del Parlamento Europeo su uguaglianza di genere e prostituzione (risoluzione Honeyball),  la European Women’s Lobby (EWL) ha prodotto un opuscolo rispondendo ai più frequenti preconcetti sulla prostituzione. Questi 18 miti vengono analizzati da una prospettiva di uguaglianza di genere e diritti delle donne. Da “è il mestiere più antico del mondo” a “dobbiamo combattere la tratta di esseri umani, ma la prostituzione non c’entra niente”, l’opuscolo offre risposte comprovanti la realtà della prostituzione e della tratta di donne in Europa e nel mondo.

L’opuscolo contiene anche un confronto tra il Modello Nordico e quello olandese, dopo dieci anni dall’implementazione, basato su studi e rapporti ufficiali. L’ultima pagina è un sommario delle richieste da parte della Brussels’ Call, firmata da più di 200 organizzazioni da tutta Europa e oltre, inclusa IROKO. Nel 2014 54 membri del Parlamento Europeo, provenienti da diversi paesi e gruppi politici, l’avevano già firmata.

Qui l’opuscolo completo.