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Pornografia e prostituzione: dialogo con Gail Dines

L’associazione Iroko Onlus ha organizzato, nella primavera 2021, un ciclo di seminari dal titolo “Smontare il sex work, dialoghi intorno alla prostituzione”, ospitando varie esperte, sopravvissute e attiviste provenienti da tutto il mondo. Ogni settimana due donne hanno spiegato il fenomeno della prostituzione da una diversa prospettiva: dai legami con tratta e pornografia, al linguaggio, alle leggi, fino alle politiche per implementare il modello abolizionista.

Nel primo incontro è stata ospite Gail Dines, professoressa di sociologia e studi sulle donne presso il Wheelock College a Boston, fondatrice e presidente dell’associazione Culture Reframed. Dines, da diversi anni, svolge ricerche sulla pornografia e l’industria del sesso ed è stata definita dal quotidiano The Guardian “principale attivista femminista anti-pornografia al mondo”.
Femminista radicale, Dines sostiene che prostituzione e pornografia siano fenomeni legati tra loro, nonostante i sistemi antitratta spesso non colgano le implicazioni. Essi, infatti, tendono a considerare la pornografia come un fenomeno a sé stante, quando in realtà anch’essa è un ingranaggio dell’industria del sesso al pari della prostituzione e della tratta. Addirittura, alcuni operatori antitratta e sociologi sostengono vi sia una distinzione tra tratta a scopo di sfruttamento sessuale e prostituzione, l’una costrizione l’altra “un lavoro come un altro”. Non si considerano tre cose, a nostro parere, importanti:

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Approvata in Senato l’indagine sulla prostituzione!

Dopo circa 3 anni di raccolta di informazioni, oggi è stata votata la relazione conclusiva dell’indagine conoscitiva sulla prostituzione all’interno della Commissione Affari Costituzionali.

La relazione proposta dalla Senatrice Alessandra Maiorino è stata approvata a maggioranza. È un risultato storico e uno strumento importante che, insieme alla legge Merlin, segna la strada vero l’abolizione della #prostituzione.

http://www.associazioneiroko.org/wp-content/uploads/2021/07/Senato-Indagine-Conoscitiva-Prostituzione.pdf

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Smontare il ‘sex work’ #5 Il ruolo del compratore

Partecipa di nuovo questo giovedì e segui Melissa Farley, psicologa, autrice, attivista, fondatrice di Prostitution Research & Education, e Rachel Moran, autrice di Stupro a Pagamento, direttrice, attivista femminista, fondatrice di SPACE International e sopravvissuta alla prostituzione, in conversazione con la nostra Esohe Aghatise. 

Dialogo su:

  • Responsabilità individuale del compratore nella domanda di sesso
  • Approccio del compratore come ostacolo all’uguaglianza
  • Spostare l’attenzione dalle donne agli uomini: cambiare mentalità

Previsto spazio D&R per i partecipanti

Ti aspettiamo alle 18 CET/ 12 EDT su Zoom (disponibile traduzione simultanea in italiano) o su Facebook Live della nostra pagina (solo in inglese)

https://zoom.us/webinar/register/WN_ADrU6NnUS-6GrlbeHT-D7A 

#SmontareIlSexWork

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Smontare il ‘sex work’: dialoghi intorno alla prostituzione Maggio/Giugno 2021

Siamo molto felici di aver dato inizio al ciclo di incontri online intitolati Smontare il ‘sex work’ : dialoghi intorno alla prostituzione!
La scorsa settimana si è tenuto l’incontro #1 aperto da Esohe Aghatise, che ha dialogato con Gail Dines, autrice di Pornland e fondatrice e presidente di Culture Reframed, su pornografia e prostituzione.
Qui è disponibile la registrazione dell’evento.

Segui gli aggiornamenti sulla nostra pagina Facebook per conoscere gli ospiti internazionali dei prossimi incontri.

Gli eventi si terranno ogni giovedì alle 18 CET/ 12 EDT/17 GB fino al 1 luglio. Puoi partecipare su Zoom iscrivendoti a questo link (disponibile traduzione italiana) o seguire l’evento su Facebook Live!

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Smontare il ‘sex work’: pornografia e prostituzione

Siamo davvero entusiasti della risposta positiva che ha ottenuto il primo degli eventi online della serie Smontare il ‘ sex work’!

Il 20 maggio scorso Esohe Aghatise, fondatrice e presidente di IROKO, ha accolto la brillante Gail Dines, autrice di Pornland e fondatrice e presidente di Culture Reframed.. La conversazione ha toccato diversi temi, tra cui:

  • Le implicazioni tra pornografia e prostituzione
  • Il danno per le donne coinvolte 
  • Il trauma associato all’essere filmate 
  • Come ciò danneggia l’intera società

Se non hai seguito l’evento o vuoi rivederlo, lo trovi qui su Facebook nella forma completa.

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Rosso Indelebile: Liliam Altuntas racconta la tratta e la prostituzione

Per il secondo anno consecutivo, Iroko è stata ospite della rassegna Rosso Indelebile, contenitore artistico itinerante, che si svolge a Torino e che ha come tema centrale la violenza di genere.

Rosso Indelebile da due anni porta l’arte in alcuni luoghi della città, che siano quanto più possibile condivisi e non propriamente deputati all’arte. Il tema della violenza di genere, infatti, è un argomento che fa parte della nostra quotidianità, ‘non può essere chiuso in un auditorium, ma deve uscire per conversare con tutti’, con la società, come ha detto Isabella Bulgheroni, socia dell’Associazione Artemixia, tra gli organizzatori della rassegna, insieme con la ong MAIS. Portare l’arte nelle strade ha lo scopo di condurre le persone a porsi delle domande, e possibilmente a darsi delle risposte, stimolando sia l’individuo che la collettività, provando a leggere la realtà da molteplici punti di vista.

La violenza di genere, in particolare, è un tema caldo, in tutto il mondo una guerra aperta, come l’ha definita Esohe Aghatise, presidente di Iroko. 

Quest’anno, come Iroko, il 29 settembre scorso abbiamo partecipato alla rassegna all’interno di un evento dedicato ai flussi migratori e alla tratta – i cui dettagli trovate qui – portando la testimonianza di una sopravvissuta alla tratta e alla prostituzione, Liliam Altuntas, che ha raccontato la sua storia attraverso il libro a lei dedicato, ‘I girasoli di Liliam’. 

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Marie Merklinger: il ruolo delle sopravvissute nella lotta alla prostituzione

Se nessuno comprasse le donne, nessuna donna penserebbe di vendere l’abuso del suo corpo. Me lo ricordo molto bene, il momento in cui ho deciso di offrire l’abuso del mio corpo e l’ho venduto. E ricordo di aver oltrepassato un limite dentro me stessa. Adesso so che è stata la prima volta che mi sono dissociata perché sentivo che stavo cambiando il mio corpo, come se mi guardassi oltrepassare un limite. Ma non lo avrei mai oltrepassato se non fossero esistiti i compratori, perché non è certo una cosa che fai per divertimento. Non ha niente a che vedere con una sessualità femminile appagante“.

Questo è uno stralcio della testimonianza di Marie Merklinger, sopravvissuta tedesca alla prostituzione e attivista di SPACE International, all’interno del ciclo di webinar formativi ‘La prostituzione è violenza: abolire l’oppressione più antica del mondo‘, organizzato da IROKO e Resistenza Femminista. Ci racconta il suo ingresso in prostituzione, la necessità che vengano garantite vie di uscita per chi voglia uscire dalla prostituzione e spiega perché promuove il Modello Nordico come migliore strumento legislativo per combattere lo sfruttamento sessuale, garantire sostegno alle sopravvissute e criminalizzare i compratori di sesso, perché anche l’acquisto di sesso, come lo sfruttamento, è un atto criminale che va punito. 

Per ascoltare anche la testimonianza di Rosen Hicher, sopravvissuta francese, clicca qui.

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Liliam Altuntas: attivista, sopravvissuta e protagonista de ‘I Girasoli di Liliam’

Agli inizi del 2020 abbiamo avuto il piacere di incontrare Liliam Altuntas, donna brasiliana residente a Torino, sopravvissuta – o per dirla con le sue parole, una guerriera – alla tratta e alla prostituzione, attivista di Resistenza Femminista, e protagonista del libro I Girasoli di Liliam, scritto a quattro mani con la psicologa Teresa Giulia Canòne. 
Qui Liliam racconta parte della sua storia e che cosa significa per lei essere uscita allo scoperto, essere diventata un’attivista per sé e per altre donne.

 

Io so cosa significa nascondere una vita… una vita tutta sbagliata.

Nessuno la vuole sentire, a volte, neanche i familiari. Una che si droga, che ruba, che dice bugie costantemente, anche su chi ero…

Oggi posso dire chi veramente sono. Sono una donna nera, straniera, anche se per me il termine straniero non ha senso perché mangiamo tutti dallo stesso posto ed espelliamo tutti allo stesso modo. Mi ha pesato essere stata prostituta, una che andava da un letto all’altro con uomini diversi, a soddisfare le loro fantasie… Per tanto tempo sono stata obbligata, poi, ho continuato a farlo di mia volontà perché credevo che quella era la mia fine, morire sola, senza un amore vero…

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Prostituzione: un lavoro come un altro?

Quest’articolo – scritto da Valentina Pazé, una professoressa di Filosofia politica all’università di Torino – è stato pubblicato in origine su Volere La Luna il 26/05/2020. Qui trovate anche la nostra traduzione in inglese.

Prostituzione: un lavoro come un altro?

Tra i settori economici che sono stati certamente penalizzati dal lockdown c’è anche il mercato del sesso. Lo ricorda, su il manifesto del 12 maggio, Shendi Veli (https://ilmanifesto.it/lemergenza-umanitaria-del-lavoro-sessuale/) , denunciando l’abbandono in cui sono stati lasciati i e le sex worker (di cui parlerò d’ora in poi al femminile, data la netta prevalenza delle donne nel settore) durante la pandemia. E riproponendo le classiche rivendicazioni dei movimenti per la “decriminalizzazione”: dal riconoscimento della prostituzione come attività lavorativa in piena regola alla legalizzazione delle attività collaterali, come il favoreggiamento, che nel nostro paese è un reato che viene talvolta contestato anche a chi affitta la casa a una prostituta o abita con lei (secondo un’interpretazione peraltro scorretta della legge Merlin, criticata da Silvia Niccolai in AA.VV., Né sesso né lavoro. Politiche sulla prostituzione, Milano 2019, pp. 70-117).

Intervenendo su 27esima ora del 22 maggio (https://27esimaora.corriere.it/20_maggio_22/prostituzione-lavoro-o-sfruttamento-b8170e3c-9bd6-11ea-aab2-c1d41bfb67c5.shtml), Luciana Tavernini mostra l’altra faccia della medaglia: «Chiamare la prostituzione lavoro è un modo per convincere che tutto, perfino l’accesso all’interno del nostro corpo, può e deve essere venduto e al massimo possiamo lottare per alzare il prezzo. È un vecchio trucco cancellare lo sfruttamento col nome di lavoro». E dunque, anziché chiedere di legalizzare le attività di coloro che guadagnano dalla prostituzione altrui, bisognerebbe attuare quella parte della legge Merlin che prevede formazione e inserimento lavorativo per le donne che desiderano cambiare vita. Uscendo da un “giro” in cui la stragrande maggioranza di loro è finita per bisogno, e talvolta per vera e propria costrizione (le straniere vittime della tratta), non certo per scelta.

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Adelina: la storia di una sopravvissuta e attivista

Questa è la storia di Adelina, una donna albanese che è stata trafficata per fini sessuali in Italia quando era ancora bambina. Dopo quell’esperienza è diventata attivista nella lotta contro la prostituzione, nella speranza che possa aiutare altre donne e ragazze a non vivere l’inferno che ha vissuto lei. 

“Purtroppo tutto quanto è cominciato con un sequestro in Albania. Io avevo 17 anni circa, stavo camminando vicino a casa mia e mi ha avvicinato una macchina e mi hanno portato in un bunker. Lì hanno cominciato a violentarmi in gruppo e picchiarmi. Non avevo mai avuto un rapporto con un uomo. Da lì è cominciato il mio inferno. In effetti, chi viene violentata e destinata alla prostituzione vive in un inferno. 

Prima di questo ero una ragazza tranquilla che veniva da una famiglia normale, povera ma normale. Andavo a scuola, andavo in piscina e c’era proprio la squadra di nuoto dove io andavo perché ero bravissima, ero molto veloce a nuotare.”

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