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Comunicato della rete abolizionista italiana per l’approvazione della legge sul modello nordico

Colpire  la  domanda  di  prostituzione  dei  clienti  è  colpire  al  cuore  lo  sfruttamento  sessuale  e  la  tratta  delle donne.

Le sottoscritte organizzazioni femminili e femministe, con le associazioni miste che si riconoscono in linea con la risoluzione europea del 26 febbraio 2014 (Honeyball) e con la Convenzione di Istanbul, ribadiscono che la prostituzione è una forma di oppressione e violenza sulle donne, che colpisce la nostra libertà, la nostra dignità come cittadine, la nostra salute e ostacola lo sviluppo della parità tra le  future generazioni di donne ed uomini

La prostituzione costituisce la più grave minaccia alla libertà, alla salute e alla promozione sociale delle donne, non solo di quelle intrappolate nella tratta degli esseri umani: di tutte le donne (La risoluzione europea del 26 febbraio 2014).
La prostituzione è un fenomeno di genere che riguarda tutte: in essa vi sono implicate 87% donne e bambine (dati europei); 7% uomini, 6% transgender; e i clienti sono più del 90% uomini. La domanda di prostituzione da parte degli uomini non si ferma alle donne, coinvolge anche i minori e mette a rischio la vita e la salute di tanti bambini e bambine.
Ognuna di noi sente il diritto e il dovere di porre in atto la difesa dei diritti acquisiti: anche della legge Merlin, n. 75 del 1958, una delle prime ad aver stabilito con chiarezza che nessun uomo ha diritto di proprietà, anche temporanea, su una donna. Il pagamento delle prestazioni sessuali è una forma di proprietà temporanea inammissibile e soprattutto una forma di violenza maschile contro le donne e i minori, criminogena e insieme complice di crimini contro la persona perpetrati da reti criminali organizzate. Il denaro non elimina, ma serve solo ad occultare l’abuso sessuale commesso, come dice Rachel Moran sopravvissuta alla prostituzione e attivista di SPACE (associazione globale di donne fuoriuscite dall’industria del sesso) “nella prostituzione non viene comprato il sesso, ma l’abuso sessuale”.

Per leggere integralmente il comunicato clicca qui.

Per aderire invia una mail a info@associazioneiroko.org

Aderenti:
Adriana Cavestro
Mario Gili
Carlo Eusebio

 

 

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Il doppio filo che lega tratta e industria del sesso: riflessioni dal convegno

Siamo stati molto onorati, come associazione Iroko, di aver accolto Rachel Moran, Ingeborg Kraus, Blessing Okoedion e Julie Bindel come ospiti della nostra Conferenza Internazionale sull’industria del sesso e sulla tratta di persone, che abbiamo organizzato lo scorso 27 e 28 maggio a Roma, insieme con Resistenza Femminista, UDI Napoli,  Salute Donna e Differenza Donna.

Non siamo nuovi a questi temi, ma l’abilità di queste oratrici di infondere passione e ispirarci all’azione riesce sempre a sorprenderci. Riteniamo non si debba sottovalutare il potere di un oratore ben informato, empatico ed eloquente. E ci riteniamo fortunate ad avere avuto l’opportunità di veder rappresentate diverse prospettive – dalle sopravvissute alla prostituzione e alla tratta, ad esperti in trauma ad autori di respiro internazionale – che offrono una immagine completa di tale dannosa industria.

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Diritti Umani: focus sulla tratta di persone

L’associazione IROKO parteciperà all’incontro organizzato dalla Sottocommissione per i Diritti Umani del Parlamento Europeo dell’11 e 12 luglio 2018 a Bruxelles, nella persona della sua Direttrice Esohe Aghatise, che interverrà in occasione della Giornata mondiale contro il Traffico di Persona, che sarà celebrata il prossimo 30 luglio 2018.
Aghatise converserà con Myria Vassiliadou, coordinatrice antitratta per l’Europa. Seguiranno gli interventi del governatore di Edo State, Nigeria, Godwin Obaseki, e di Yinka Omorogbe, Presidente della Task Force, costituita dal governo di Edo, contro la tratta, di cui anche Esohe Aghatise è membro attivo.

Il programma completo dell’evento è consultabile qui .

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62° Commissione NU sullo Stato delle Donne – Evento dedicato al movimento #MeToo

L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), in collaborazione con l’ Ufficio per le Istituzioni Democratiche e per i Diritti Umani (ODIHR), ha organizzato, all’interno della 62° Commissione delle Nazioni Unite sullo Stato delle Donne (CSW), un evento collaterale intitolato #MeToo Say Survivors: Human Rights, Gender and Trafficking in Human Beings.
Dopo un anno nel quale la molestia sessuale, l’abuso e lo sfruttamento delle donne, in particolare nell’industria cinematografica, sono state sotto i riflettori, l’evento dell’OSCE si è rivelato un’opportunità per parlare del dramma delle donne trafficate sia nel contesto del movimento #MeToo, sia attraverso la lente dell’Obiettivo 5.2 sulla eliminazione della violenza contro le donne all’interno dei Sustainable Development Goals (SDG).
Le sopravvissute Autumn Burris, Mickey Meji e Shandra Woworuntu sono state al centro della conversazione accanto a rappresentanti della Coalition Against Trafficking in Women (CATW) International, Un Women, UNODC ed Equality Now. Al loro fianco sedeva Mira Sorvino, Ambasciatrice di buona volontà contro la tratta di persone per UNODC, che ha altresì avuto un ruolo determinante nell’avvio e nel conseguente sviluppo dei movimenti #MeToo e #TimesUp. Leggi tutto

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Convegno L’industria del sesso e la tratta di esseri umani

Le associazioni IROKO, Resistenza Femminista, Unione Donne Italiane di Napoli, Salute Donna e Differenza Donna, organizzano una Giornata di studi L’industria del sesso e la tratta di esseri umani, che si terrà il 28 maggio 2018 dalle ore 15 alle ore 19 presso la Sala “Aldo Moro” della Camera dei Deputati a Roma che vedrà la partecipazione dell’Onorevole Fabiana Dadone (Movimento 5 Stelle) e del Senatore Edoardo Patriarca (PD).

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Grande passo nella lotta alla tratta nell’Edo State

COMUNICATO

Grande passo nella lotta alla tratta dalla regione nigeriana di Edo State

L’azione congiunta delle forze di governo, attraverso la task force di cui Iroko è membro, e della più importante autorità religiosa dello Stato di Edo, ha innescato un meccanismo positivo di cambiamento per la regione, da cui proviene buona parte dei nigeriani trafficati verso l’Europa. Stiamo destinando tutte le nostre risorse affinché questo processo continui e rappresenti una opportunità concreta di cambiamento per molti nigeriani e nigeriane.


Il 9 marzo scorso Oba Ewuare II, nel corso di un’affollata cerimonia tenutasi nel palazzo reale a Benin City, ha annullato i giuramenti imposti alle vittime di tratta dai native doctors della regione di Edo State, lanciando una maledizione su qualsiasi persona che crea o collabora con gruppi criminali segreti, di stampo mafioso, costringendo le persone a forme di giuramento: sono infatti, queste, modalità di azione estranee alla società e alla cultura Edo, dalle quali l’Oba ha preso le distanze.
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Il re di Benin (Edo State) annulla i giuramenti sulle vittime di tratta

Oba Ewuare II, monarca di Benin (attuale Stato di Edo, in Nigeria) ha imposto ai native doctors di Edo State di annullare tutte le maledizioni e i giuramenti posti sulle vittime di tratta, lanciando una maledizione su tutti quei native doctors che costringessero ancora le vittime a prestare giuramento.


Questo importante evento è avvenuto il 9 marzo scorso all’interno di una cerimonia, tenutasi nel palazzo reale di Benin City, alla quale sono stati invitati molti sacerdoti e native doctors, oltre a rappresentanti di NAPTIP, l’agenzia governativa che lavora contro il traffico di persone, e membri della task force governativa che lotta contro la tratta, di cui anche Iroko è membro attivo (qui alcuni scatti dalla cerimonia realizzati da rappresentanti della task force governativa).

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Chiediamo dignità per le 26 donne morte in mare

La morte delle 26 giovani donne nelle acque del Mediterraneo è una tragedia umana e politica, che ci tocca molto da vicino.
Abbiamo espresso qui il nostro disagio e la nostra indignazione di fronte alle parole espresse dal prefetto di Salerno e ad un atteggiamento politico generale, che fingono di non riconoscere in queste vicende le implicazioni del traffico umano, sempre più legato allo sfruttamento sessuale dei corpi delle donne migranti.

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Cheyenne: una sopravvissuta ospite all’OSCE

L’11 e il 12 ottobre scorsi Cheyenne, giovane attivista e sopravvissuta alla prostituzione, ha portato la sua esperienza di vita di fronte alle delegazioni di diversi Stati, riuniti per confrontarsi sui diritti dei bambini.
OSCE e ODIHR hanno ospitato a Varsavia lo Human Dimension Seminar, dedicato quest’anno allo scambio di buone pratiche e alle sfide da superare nell’ambito della tutela dei diritti dei bambini che vivono situazioni di rischio, dalla tratta alla mancanza di libertà, passando attraverso le strategie di prevenzione del rischio per l’infanzia.
Ventitrè anni, alle spalle una storia di violenza ed abusi, si ritrova timidamente a parlare di fronte alle varie delegazioni delle nazioni presenti, in qualità di giovane donna sopravvissuta alla prostituzione, ma soprattutto, come sottolinea lei stessa, come attivista che porta avanti la causa dei diritti delle donne in Iroko e Resistenza Femminista.
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Un caffé con… Amici di Lazzaro

Iroko, fin dai suoi primi passi, ha operato in collaborazione con diverse organizzazioni, sia a livello locale che internazionale.
Siamo infatti convinti che ogni piccolo risultato si può raggiungere solo attraverso il lavoro condiviso tra realtà che perseguono i medesimi scopi.
Ecco perché esiste sul nostro blog uno spazio, che aggiorniamo periodicamente, dedicato alle associazioni, movimenti, gruppi con i quali collaboriamo (qui e qui potete conoscerne due): alcuni li abbiamo conosciuti negli ultimi anni della nostra attività, con altri condividiamo i passi da più tempo.
Per esempio, con Amici di Lazzaro.
Abbiamo chiacchierato con Paolo Botti, uno dei volontari, che ci ha raccontato che cosa fa l’associazione, dove e per chi opera, affrontando alcune spinose questioni di grande attualità, sulle quali condividiamo il punto di vista.
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