post

Video di Ingeborg Kraus e Sandra Norak: Il Fallimento del Sistema Prostituente Tedesco

Nel 2020 IROKO ha collaborato con Resistenza Femminista per organizzare un ciclo di webinar formativi sulla prostituzione e sul modello abolizionista. Durante i 5 appuntamenti abbiamo avuto il piacere di ospitare diverse esperte come relatrici, tra cui la Dott.ssa Ingeborg Kraus, psicologa specializzata in trauma e prostituzione e attivista contro la prostituzione, e Sandra Norak, una sopravvissuta alla prostituzione e attivista. Insieme Ingeborg e Sandra hanno creato per noi questo video, che spiega il fallimento del sistema prostituente in Germania, dove la prostituzione è regolamentata dal 2002. Grazie alla traduzione di Chiara Carpita, di Resistenza Femminista, e il nostro inserimento dei sottotitoli, pubblichiamo questo video in italiano. Qui sotto leggete la traduzione dei testi che appaiono durante il video.

Leggi Tutto

post

La legge abolizionista francese. La testimonianza di Rosen Hicher

Iroko, in collaborazione con Resistenza Femminista, ha realizzato nel 2020 un ciclo di cinque webinar formativi sul Modello Nordico e sulla violenza nella prostituzione.
Uno dei contributi più preziosi che abbiamo ospitato negli incontri online, che hanno visto una grande partecipazione di pubblico, sono state le testimonianze di alcune sopravvissute alla prostituzione.
Tra queste, Rosen Hicher, sopravvissuta francese, che ha trascorso più di venti anni in prostituzione e che oggi lotta per l’abolizione della prostituzione al fianco dell’organizzazione Mouvement du Nid.
Rosen si batte da tempo per la penalizzazione del cliente e per il riconoscimento di reali percorsi di uscita per le donne prostituite. Fin dall’inizio, nel 2013, ha appoggiato – organizzando una marcia per l’abolizione -, il progetto di legge sull’abolizione della prostituzione, divenuto legge nel 2016.

Qui trovate anche la testimonianza di Marie Merklinger, una sopravvissuta tedesca..

 

Marie Merklinger: il ruolo delle sopravvissute nella lotta alla prostituzione

Se nessuno comprasse le donne, nessuna donna penserebbe di vendere l’abuso del suo corpo. Me lo ricordo molto bene, il momento in cui ho deciso di offrire l’abuso del mio corpo e l’ho venduto. E ricordo di aver oltrepassato un limite dentro me stessa. Adesso so che è stata la prima volta che mi sono dissociata perché sentivo che stavo cambiando il mio corpo, come se mi guardassi oltrepassare un limite. Ma non lo avrei mai oltrepassato se non fossero esistiti i compratori, perché non è certo una cosa che fai per divertimento. Non ha niente a che vedere con una sessualità femminile appagante“.

Questo è uno stralcio della testimonianza di Marie Merklinger, sopravvissuta tedesca alla prostituzione e attivista di SPACE International, all’interno del ciclo di webinar formativi ‘La prostituzione è violenza: abolire l’oppressione più antica del mondo‘, organizzato da IROKO e Resistenza Femminista. Ci racconta il suo ingresso in prostituzione, la necessità che vengano garantite vie di uscita per chi voglia uscire dalla prostituzione e spiega perché promuove il Modello Nordico come migliore strumento legislativo per combattere lo sfruttamento sessuale, garantire sostegno alle sopravvissute e criminalizzare i compratori di sesso, perché anche l’acquisto di sesso, come lo sfruttamento, è un atto criminale che va punito. 

Per ascoltare anche la testimonianza di Rosen Hicher, sopravvissuta francese, clicca qui.

post

Liliam Altuntas: attivista, sopravvissuta e protagonista de ‘I Girasoli di Liliam’

Agli inizi del 2020 abbiamo avuto il piacere di incontrare Liliam Altuntas, donna brasiliana residente a Torino, sopravvissuta – o per dirla con le sue parole, una guerriera – alla tratta e alla prostituzione, attivista di Resistenza Femminista, e protagonista del libro I Girasoli di Liliam, scritto a quattro mani con la psicologa Teresa Giulia Canòne. 
Qui Liliam racconta parte della sua storia e che cosa significa per lei essere uscita allo scoperto, essere diventata un’attivista per sé e per altre donne.

 

Io so cosa significa nascondere una vita… una vita tutta sbagliata.

Nessuno la vuole sentire, a volte, neanche i familiari. Una che si droga, che ruba, che dice bugie costantemente, anche su chi ero…

Oggi posso dire chi veramente sono. Sono una donna nera, straniera, anche se per me il termine straniero non ha senso perché mangiamo tutti dallo stesso posto ed espelliamo tutti allo stesso modo. Mi ha pesato essere stata prostituta, una che andava da un letto all’altro con uomini diversi, a soddisfare le loro fantasie… Per tanto tempo sono stata obbligata, poi, ho continuato a farlo di mia volontà perché credevo che quella era la mia fine, morire sola, senza un amore vero…

Leggi Tutto

La Germania Riconosce il Trauma nella Prostituzione?

Anna Zobnina, la coordinatrice di strategia e politica della European Network of Migrant Women (ENoMW) intervista la dott.ssa Ingeborg Kraus, psicologa tedesca specializzata in trauma, che parla dei traumi che subiscono le persone in prostituzione, della situazione in Germania durante la crisi del coronavirus, e del gruppo di politici che vogliono cambiare il sistema prostituente tedesco -basato sulla regolamentazione della prostituzione – e chiudere per sempre il ‘bordello d’Europa’.

Pubblicato originariamente sulla pagina Facebook di ENoMW il 20/05/2020 come parte della serie Migrant Women Reality Watch https://www.facebook.com/migrantwomen…

post

Prostituzione: un lavoro come un altro?

Quest’articolo – scritto da Valentina Pazé, una professoressa di Filosofia politica all’università di Torino – è stato pubblicato in origine su Volere La Luna il 26/05/2020. Qui trovate anche la nostra traduzione in inglese.

Prostituzione: un lavoro come un altro?

Tra i settori economici che sono stati certamente penalizzati dal lockdown c’è anche il mercato del sesso. Lo ricorda, su il manifesto del 12 maggio, Shendi Veli (https://ilmanifesto.it/lemergenza-umanitaria-del-lavoro-sessuale/) , denunciando l’abbandono in cui sono stati lasciati i e le sex worker (di cui parlerò d’ora in poi al femminile, data la netta prevalenza delle donne nel settore) durante la pandemia. E riproponendo le classiche rivendicazioni dei movimenti per la “decriminalizzazione”: dal riconoscimento della prostituzione come attività lavorativa in piena regola alla legalizzazione delle attività collaterali, come il favoreggiamento, che nel nostro paese è un reato che viene talvolta contestato anche a chi affitta la casa a una prostituta o abita con lei (secondo un’interpretazione peraltro scorretta della legge Merlin, criticata da Silvia Niccolai in AA.VV., Né sesso né lavoro. Politiche sulla prostituzione, Milano 2019, pp. 70-117).

Intervenendo su 27esima ora del 22 maggio (https://27esimaora.corriere.it/20_maggio_22/prostituzione-lavoro-o-sfruttamento-b8170e3c-9bd6-11ea-aab2-c1d41bfb67c5.shtml), Luciana Tavernini mostra l’altra faccia della medaglia: «Chiamare la prostituzione lavoro è un modo per convincere che tutto, perfino l’accesso all’interno del nostro corpo, può e deve essere venduto e al massimo possiamo lottare per alzare il prezzo. È un vecchio trucco cancellare lo sfruttamento col nome di lavoro». E dunque, anziché chiedere di legalizzare le attività di coloro che guadagnano dalla prostituzione altrui, bisognerebbe attuare quella parte della legge Merlin che prevede formazione e inserimento lavorativo per le donne che desiderano cambiare vita. Uscendo da un “giro” in cui la stragrande maggioranza di loro è finita per bisogno, e talvolta per vera e propria costrizione (le straniere vittime della tratta), non certo per scelta.

Leggi Tutto

post

COVID-19

In questo periodo di crisi senza precendenti dovuto al COVID-19, abbiamo preso la difficile decisione di chiudere il nostro ufficio a Torino per tutelare il personale ed i beneficiari. Continuiamo ad offrire un supporto per quanto riguarda le segnalazioni e l’accesso ai servizi e ci potete contattare tramite email o al telefono.

In Nigeria stiamo offrendo supporto a livello di diffusione delle informazioni corrette sul virus tra le persone più vulnerabili. Alcune donne con cui lavoriamo hanno creato le mascherine protettive e hanno preparato disinfettanti per le mani a casa affinché possiamo distribuirli alle persone che non li possono comprare. Abbiamo anche comprato dei beni di prima necessita che abbiamo iniziato a distribuire alle famiglie bisognose, le vedove, e altri gruppi vulnerabili. Continuiamo a raccogliere fondi per tenere questo servizio. Potete vedere qualche foto della distribuzione nella galleria.

Iroko ed i nostri beneficiari non sono sole in questa lotta, come spiegato in quest’articolo da Migrant Women Press sull’effetto della crisi in particolare sulle donne migranti.

post

Adelina: la storia di una sopravvissuta e attivista

Questa è la storia di Adelina, una donna albanese che è stata trafficata per fini sessuali in Italia quando era ancora bambina. Dopo quell’esperienza è diventata attivista nella lotta contro la prostituzione, nella speranza che possa aiutare altre donne e ragazze a non vivere l’inferno che ha vissuto lei. 

“Purtroppo tutto quanto è cominciato con un sequestro in Albania. Io avevo 17 anni circa, stavo camminando vicino a casa mia e mi ha avvicinato una macchina e mi hanno portato in un bunker. Lì hanno cominciato a violentarmi in gruppo e picchiarmi. Non avevo mai avuto un rapporto con un uomo. Da lì è cominciato il mio inferno. In effetti, chi viene violentata e destinata alla prostituzione vive in un inferno. 

Prima di questo ero una ragazza tranquilla che veniva da una famiglia normale, povera ma normale. Andavo a scuola, andavo in piscina e c’era proprio la squadra di nuoto dove io andavo perché ero bravissima, ero molto veloce a nuotare.”

Leggi Tutto

post

Rosso Indelebile: l’arte contro la violenza di genere

“L’arte è un modo di guardare il mondo”. Questo è il motto che ha guidato i curatori della rassegna ‘Rosso Indelebile’, contenitore artistico itinerante organizzato a Torino dal 23 novembre al 7 dicembre scorsi dalle associazioni Artemixia ed Eikòn, per celebrare la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, che cade ogni anno il 25 novembre.
Rosso Indelebile, nato dall’idea dell’artista e curatrice Rosalba Castelli, è un progetto artistico fatto di conferenze divulgative, una collettiva di arte contemporanea, incontri con le scuole, laboratori sulla prevenzione della violenza di genere, performance di musica, danza, teatro, reading, fotografia e videomaking, con lo scopo di denunciare la violenza di genere, raccontarla, anche attraverso le testimonianze, dare voce a chi la vive e a chi assiste a forme di violenza, dai bambini alle donne ai trans; incoraggiare chi è vittima a denunciare e a credere di poter superare il senso di vergogna e l’offesa subita.
Esistono tante forme di violenza, e nessuno, nessuna, ne è davvero esente nel corso della vita: nessuno, quindi, si senta solo nella ricerca di un percorso di uscita.

Come Iroko, siamo state invitate all’anteprima della rassegna, lo scorso 23 novembre, tra gli ospiti del convegno, parte dell’evento #25novembresceglitu, organizzato in collaborazione con M.A.I.S. Ong.

Leggi Tutto

post

Donne migranti: salute materno-riproduttiva e family planning

Dopo il successo della prima fase del corso in tre lezioni sull’accesso alla salute a cui ha partecipato un gruppo di donne migranti, abbiamo deciso di invitarle a due successivi incontri per approfondire la tematica. Abbiamo notato da parte loro un vivo interesse a parlare di aspetti specifici sulla salute loro e delle loro famiglie, ponendo domande in ambito medico a cui noi non eravamo in grado di rispondere.  Perciò, grazie alla collaborazione con MSF Italia, abbiamo invitato una loro infermiera che opera a Roma, all’interno di progetti per migranti, con lo scopo di facilitare questi incontri rivolti a informare sulla salute e non solo sull’accesso ai servizi. Ciò ha contribuito a dare una formazione specifica al nostro staff e ad altri operatori che lavorano con donne migranti in merito ai servizi specifici e ai diritti che le donne hanno nell’ambito della salute.

Leggi Tutto