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Roma: regolamento della polizia urbana colpisce donne e persone prostituite

Il “divieto di esibire nudità o assumere comportamenti diretti inequivocabilmente a offrire prestazioni sessuali”, che, come apprendiamo dall’ANSA, farebbe parte del nuovo regolamento di polizia urbana di Roma, segna in modo inequivocabile l’applicazione approssimativa e anomala della legge Merlin in Italia. Provvedimenti di questo genere ancora una volta dimostrano quanto per la politica sia più facile colpire chi è prostituita (letteralmente messa davanti, per coprire i veri responsabili) e non chi sfrutta e si avvale dello scambio di donne come merce, nella politica come negli accordi tra uomini.
La prostituzione è violenza contro le donne esercitata da uomini che le stuprano a pagamento. Non è questione di intralcio al traffico o di nudità che disturba e offende. Quello che deve offendere è ciò che non si vuole nominare, l’atto di acquistare il controllo di un altro essere umano.


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Il doppio filo che lega tratta e industria del sesso: riflessioni dal convegno

Siamo stati molto onorati, come associazione Iroko, di aver accolto Rachel Moran, Ingeborg Kraus, Blessing Okoedion e Julie Bindel come ospiti della nostra Conferenza Internazionale sull’industria del sesso e sulla tratta di persone, che abbiamo organizzato lo scorso 27 e 28 maggio a Roma, insieme con Resistenza Femminista, UDI Napoli,  Salute Donna e Differenza Donna.

Non siamo nuovi a questi temi, ma l’abilità di queste oratrici di infondere passione e ispirarci all’azione riesce sempre a sorprenderci. Riteniamo non si debba sottovalutare il potere di un oratore ben informato, empatico ed eloquente. E ci riteniamo fortunate ad avere avuto l’opportunità di veder rappresentate diverse prospettive – dalle sopravvissute alla prostituzione e alla tratta, ad esperti in trauma ad autori di respiro internazionale – che offrono una immagine completa di tale dannosa industria.

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Cheyenne: una sopravvissuta ospite all’OSCE

L’11 e il 12 ottobre scorsi Cheyenne, giovane attivista e sopravvissuta alla prostituzione, ha portato la sua esperienza di vita di fronte alle delegazioni di diversi Stati, riuniti per confrontarsi sui diritti dei bambini.
OSCE e ODIHR hanno ospitato a Varsavia lo Human Dimension Seminar, dedicato quest’anno allo scambio di buone pratiche e alle sfide da superare nell’ambito della tutela dei diritti dei bambini che vivono situazioni di rischio, dalla tratta alla mancanza di libertà, passando attraverso le strategie di prevenzione del rischio per l’infanzia.
Ventitrè anni, alle spalle una storia di violenza ed abusi, si ritrova timidamente a parlare di fronte alle varie delegazioni delle nazioni presenti, in qualità di giovane donna sopravvissuta alla prostituzione, ma soprattutto, come sottolinea lei stessa, come attivista che porta avanti la causa dei diritti delle donne in Iroko e Resistenza Femminista.
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Donne richiedenti asilo: una crisi nella crisi

I media si occupano spesso della crisi di rifugiati e richiedenti asilo. Ma raramente si soffermano sulle sofferenze sopportate dalle donne rifugiate durante il loro viaggio verso la “Terra Promessa: la Fortezza Europa”. Queste donne sono semplicemente invisibili.

Janice G. Raymond, professoressa emerita  di studi di genere e medica etica, femminista, attivista ed ex Co-Direttore di CATW, ha preso parte all’ultima missione sui rifugiati a Catania, con ABL, AML e Iroko, con lo scopo di indagare sulla condizione delle donne nel processo migratorio. Leggi tutto

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Che genere? Donna, migrante e vittima di violenza

La femminilizzazione crescente dei flussi migratori mondiali è un fenomeno che interessa da alcuni anni anche l’Italia. Sono infatti le donne, provenienti da Paesi più poveri, a farsi sempre più spesso carico del ruolo di breadwinner, un tempo riservato agli uomini, allˈinterno delle loro famiglie; sono loro che, con l’aumento della precarietà del lavoro, diventano la speranza inserendosi in gran parte nella rete di assistenza familiare in Paesi dove il welfare è ancora solido.
È una scelta radicale quella della migrazione, spesso disperata, che pone su un Paese come l’Italia grandi aspettative, investito del ruolo di paese di diritto.
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