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Donne ieri e oggi: il lungo cammino verso l’emancipazione

Donne ieri, donne oggi.
Che cosa è cambiato dal 1946 ad oggi?
Nel 1946 si aprì per le donne italiane il percorso di partecipazione attiva alla vita politica. Dalla cabina elettorale fino ad oggi i passi sono stati molti, importanti e a settanta anni dalla grande conquista del voto è opportuno fare una riflessione sui diritti della donna nella società attuale.
È stato questo il pensiero che ha mosso la Rete per l’ accoglienza al femminile di Parma ad organizzare il convegno Donne ieri e oggi, a cui anche noi abbiamo preso parte.

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Riflessioni intorno al Modello Nordico

Cari tutti,
abbiamo il piacere di invitarvi al

Seminario Internazionale sul Modello Nordico come risposta alla prostituzione in Italia

L’Associazione Iroko, insieme ad altre organizzazioni nazionali e internazionali, tra le quali Resistenza Femminista, Associazione Salute Donna, UDI Napoli, CATW InternationalNorwegian Women’s Front e Space International, hanno promosso una conferenza sul tema che si terrà il prossimo 20 gennaio a Roma, presso l’Associazione YWCA – UCDG per un incontro pubblico e aperto alle associazioni di settore e alla cittadinanza.

La conferenza vuole essere un momento di riflessione condivisa che possa tracciare adeguate politiche di azione sul problema, soffermandosi in particolare sugli effetti della regolamentazione della prostituzione, sulla domanda di sesso a pagamento come forma di violenza patriarcale e sulle opportunità che possono essere offerte alle donne in grado di uscire dalla prostituzione.

Crediamo che la regolamentazione del “mercato del sesso” non sia una risposta adeguata al problema.
Sull’esempio di Paesi come la Norvegia, l’Islanda, la Francia, la Svezia crediamo invece che sia necessario da parte degli Stati riconoscere l’origine patriarcale della tratta e della prostituzione. L’adozione del Modello Nordico è un primo passo.
In questo senso, intendiamo sostenere il Governo italiano nella scelta di incoraggiare tale politica.

Per ulteriori info qui trovate il programma completo della giornata.

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Fate il vostro dono per il Casale del Rio!

Cari amici, ci siamo!
Anche quest’anno la campagna di raccolta fondi Il Mio Dono è partita!
Dal 1 dicembre fino al 16 gennaio 2017 potrete fare la vostra donazione.
Grazie ai fondi raccolti attraverso UniCreditCard Flexia Classic E (che destina una percentuale di ogni spesa effettuata con la carta ad un fondo di beneficenza: il Fondo Carta Etica), UniCredit mette a disposizione un importo complessivo di € 200.000 che sarà distribuito come donazione alle organizzazioni aderenti al servizio. Tra queste ci siamo anche noi!

Aderite anche voi alla maratona della solidarietà! Come fare? È semplice, basta seguire i passi che vi indichiamo qui sotto:

  • cliccate su questo link: ecco il nostro profilo!

  • se andate su Vota questa organizzazione potrete scegliere di regalarci il vostro voto o attraverso il vostro profilo Facebook, Twitter o G+, oppure via mail: in quest’ultimo caso ricordatevi di confermare il voto cliccando sul link che troverete sulla vostra casella di posta

  • se scorrete in basso alla pagina potete scegliere il progetto che stiamo promuovendo e come sostenerlo: se sceglierete, infatti, di fare una donazione Pagonline di importo pari o superiore a € 10, il vostro aiuto varrà non 1 ma ben 4 punti!

Se poi volete farvi un’idea più chiara sul progetto che vi chiediamo di sostenere, regalateci qualche minuto del vostro tempo per guardare questo video: Esohe Aghatise, la nostra Presidente, vi racconterà il passato, il presente e il futuro del Casale del Rio!

Fate crescere la rete della solidarietà, ve ne saremo grati!

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I nostri servizi a sostegno delle donne

La ricerca del lavoro è diventata, in Italia come in altri Paesi, sempre più difficile e, allo stesso tempo, il potere economico delle famiglie e dei singoli ha raggiunto livelli molto bassi. Realtà tanto più complessa per coloro che vivono già in condizioni economiche e sociali disagiate, dalle famiglie ai migranti, alle donne vittime di tratta.

Ma il lavoro non è solo un mezzo per migliorare le condizioni economiche di un individuo, è lo strumento che restituisce dignità a qualsiasi persona.
Perciò, nonostante le quotidiane difficoltà, come associazione ci sentiamo in dovere di offrire il nostro sostegno in questo senso.

A partire dal mese di ottobre abbiamo avviato un nuovo servizio di sostegno rivolto a donne: uno sportello di ascolto, sostegno psicologico, mediazione culturale e linguistica, assistenza nella redazione di CV, nella preparazione ad un colloquio di lavoro e nella ricerca di potenziali contatti di lavoro.
Non siamo in grado di offrire lavoro, ma crediamo che per molte donne che frequentano la nostra associazione, come per le ospiti che vivono temporaneamente nella struttura messa a disposizione dall’Ywca nel progetto di social housing, questo possa essere un piccolo contributo che ci aiuta a dire alle donne: siamo con voi!

L’ufficio è aperto il
MARTEDÌ dalle 11 alle 13
MERCOLEDÌ dalle 16 alle 18
VENERDÌ dalle 11 alle 13

L’attività di accoglienza e sostegno viene portata avanti anche con il contributo di Giulia, volontaria, che è disponibile su appuntamento ogni secondo e quarto venerdì pomeriggio dalle 16.00 alle 18.30.

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Donne richiedenti asilo: una crisi nella crisi

I media si occupano spesso della crisi di rifugiati e richiedenti asilo. Ma raramente si soffermano sulle sofferenze sopportate dalle donne rifugiate durante il loro viaggio verso la “Terra Promessa: la Fortezza Europa”. Queste donne sono semplicemente invisibili.

Janice G. Raymond, professoressa emerita  di studi di genere e medica etica, femminista, attivista ed ex Co-Direttore di CATW, ha preso parte all’ultima missione sui rifugiati a Catania, con ABL, AML e Iroko, con lo scopo di indagare sulla condizione delle donne nel processo migratorio.

Il Cara di Mineo – centro di accoglienza per rifugiati situato fuori dalla città di Mineo – ospita più persone del previsto ma riesce a garantire i bisogni necessari ai migranti e rifugiati presenti; il campo rappresenta per il Governo italiano un compito gravoso. Molti tra gli ospiti del centro sono donne, la maggior parte delle quali, se non tutte, sono vittime di violenza subita durante il viaggio verso l’Europa. Esse convivono con altri rifugiati e migranti in attesa dei documenti. Mentre l’Europa continua ad investire sulla sicurezza sui confini, senza preoccuparsi delle condizioni in cui versano queste stesse donne.

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Un caffé con… Resistenza Femminista (parte II)

Continua da Un caffé con… Resistenza Femminista (parte I)

I. Libertà sessuale e libertà di prostituirsi assumono quindi lo stesso valore secondo i sostenitori dell’industria del sesso.

C.  In pratica sì. Le persone prostituite sono definite sex workers perchè la prostituzione sarebbe un lavoro come un altro. Il termine sex worker è stato adottato per la prima volta dalla polizia statunitense negli anni Settanta per normalizzare l’industria del sesso. Questo termine è poi stato ripreso sempre negli anni ’70 da Priscilla Alexander, esponente del gruppo COYOTE, che dichiarava di essere una “sex worker” in quanto durante i 4 anni trascorsi al Bennington College aveva fatto sesso con così tanti uomini da potersi definire una ‘puttana’.
COYOTE è stato fondato nel 1973 da una fazione liberale del movimento hippie, la loro tesi era che la prostituzione fosse espressione della liberazione sessuale. COYOTE riceveva finanziamenti sia da Playboy che dalla Chiesa Metodista della California. Eliminazione dei reati di favoreggiamento e sfruttamento e liberalizzazione del mercato del sesso erano il cardine delle loro richieste, ma non si trattava di un sindacato delle donne prostituite. Facevano parte del gruppo anche sfruttatori e clienti in linea con il pensiero liberista, per cui il mercato del sesso consisteva nella transazione economica privata tra due adulti, lo sfruttamento scompariva e il pappone si trasformava in imprenditore. In contrapposizione a COYOTE e i suoi obiettivi politici liberisti si formò negli stessi anni un altro gruppo costituito da donne prostituite: WHISPER (Women Hurt in Systems of Prostitutions Engaged in Revolt). Secondo loro la prostituzione è una forma di violenza, nonché violazione dei diritti umani, che non si combatte depenalizzando gli sfruttatori, ma lottando contro l’industria del sesso e dando alle donne prostituite delle vere alternative alla povertà. L’esponente principale del gruppo Vendita Carter è autrice anche di un’importante riflessione sull’intreccio tra discriminazione di genere, razza e classe. Le donne di colore, le asiatiche, le indigene sono tra le più colpite da sfruttamento e violenza nell’industria del sesso statunitense e non solo. Tutto questo può essere fermato solo mettendo fine alle condizioni di abuso e indigenza economica nelle quali queste donne sono costrette a vivere. Per questo i programmi di uscita previsti dal modello nordico sono essenziali nella lotta contro il sistema prostituente.
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Un caffé con… Resistenza Femminista (parte I)

Resistenza e donna.

In Italia il connubio tra queste due parole si è rafforzato negli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, durante la lotta partigiana, che ha visto protagoniste molte donne, armi in mano, combattenti sui monti al pari degli uomini. È lì che la donna italiana ha simbolicamente raggiunto la parità con l’uomo. Ha dovuto attendere il 1946, però, per acquisire una uguaglianza fattiva attraverso il voto, quando cioè è stata riconosciuta soggetto politico collettivo. E poi la lotta è continuata con l’approvazione delle leggi sul divorzio e sull’aborto.

Anche Resistenza Femminista, partner con cui Iroko condivide un cammino comune sulla visione abolizionista della prostituzione, sostiene che le donne siano innanzitutto un soggetto politico collettivo. Leggi tutto

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Fermata Catania: la seconda missione sui migranti in Sicilia

Tra il 19 e il 22 giugno scorsi Esohe Aghatise, Presidente di Iroko, ha rappresentato l’associazione in visita a Catania, dove ha incontrato la Guardia Costiera impegnata nei quotidiani salvataggi in mare dei migranti in arrivo sulle coste italiane, e il sindaco della città Enzo Bianco.
Iroko, a Catania per la seconda missione – dopo quella svoltasi nel 2015 – che fa il punto sulla crisi dei migranti, sui cambiamenti negli arrivi sulle coste italiane e sullo stato di accoglienza nei campi allestiti in Sicilia, ha incontrato le istituzioni insieme a due organizzazioni inglesi, Society of Black Lawyers e Association of Muslim Lawyers, e all’americana Coalition Against Trafficking in Women (CATW), già presenti nella prima missione, della quale qui potete leggere il rapporto realizzato nel 2015 da SBL e AML.
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Che genere? Donna, migrante e vittima di violenza

La femminilizzazione crescente dei flussi migratori mondiali è un fenomeno che interessa da alcuni anni anche l’Italia. Sono infatti le donne, provenienti da Paesi più poveri, a farsi sempre più spesso carico del ruolo di breadwinner, un tempo riservato agli uomini, allˈinterno delle loro famiglie; sono loro che, con l’aumento della precarietà del lavoro, diventano la speranza inserendosi in gran parte nella rete di assistenza familiare in Paesi dove il welfare è ancora solido.
È una scelta radicale quella della migrazione, spesso disperata, che pone su un Paese come l’Italia grandi aspettative, investito del ruolo di paese di diritto.
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Un caffé con… YWCA-UCDG

La sede operativa di Iroko da quest’anno è in via San Secondo, all’interno di un immobile che potrebbe raccontare la storia che ha attraversato Torino nel Novecento.
Perché? Lo chiediamo a Gigliola Belforte, Presidente dell’Associazione Ywca-Ucdg, di cui siamo ospiti.

P1010896G. La Young Women Christian Association, ovvero Ywca, nasce in Gran Bretagna, nel 1855 e si forma in Italia nel 1894 per iniziativa di donne protestanti valdesi che sono entrate in contatto con i nuclei associativi europei; si è aperta progressivamente anche alle cattoliche, acquisendo uno spiccato carattere ecumenico.


Oggi è presente in 125 Paesi del mondo ed è in contatto con oltre 25 milioni di donne, con lo scopo di sviluppare e rafforzare la leadership femminile e affermare valori quali la dignità umana, la pace, la giustizia, la salute, la libertà.
Più attiva sul fronte laico, l’Ywca italiana partecipa da decenni alla discussione dei grandi temi etici e politici: già membro della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, fa anche parte del Centro Studi Calamandrei di Torino. Leggi tutto